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Normative tecniche impianti aria compressa: ISO 8573-1

Scritto da Kaeser | 12/05/20 11.09

 

Contaminanti e purezza aria compressa

Definire le classi di purezza dell'aria compressa rappresenta un aspetto sempre più importante all'interno di numerosi contesti industriali.

In base ai differenti settori industriali e alle applicazioni, cambiano i livelli di purezza richiesti dalle normative, anche se bisogna precisare che l'aria compressa utilizzata deve essere priva dei principali contaminanti quali acqua, polvere e olio al fine di preservare le caratteristiche del prodotto finale, mantenendole inalterate, oltre a garantire la sicurezza.

 

La norma per la definizione del livello dei contaminanti

 

Le norme tecniche internazionali sono contenute all'interno di un'unica disposizione, che le definisce in maniera univoca.

Questa è la norma ISO 8573-1:2010, in grado di dirimere in modo certo ogni dubbio in tema di contaminanti dell'aria.

 

Le sezioni della norma ISO 8573

La norma ISO 8573 è suddivisa in 9 sezioni:

  • la parte 1 specifica le classi di purezza per l’aria compressa 
  • le parti 2-9 entrano nello specifico dei metodi di prova per i diversi contaminanti.

 

 

 

Le specifiche sulla purezza dell'aria

 

Addentrandosi nella Norma ISO 8573-1:2010, occorre analizzare meglio la sezione 1.

Si tratta del documento principale della norma ISO 8573 dal momento che specifica il livello di contaminazione ammesso all'interno di un'unità di misura prestabilita, vale a dire in un metro cubo di aria compressa.

Gli inquinanti trattati vengono a loro volta frammentati in tre gruppi: polveri, acqua e olio.

LEGGI ANCHE: "Inquinanti dell'aria compressa e i sistemi di trattamento"

 

 

Polveri

Ci si riferisce alle particelle solide potenzialmente presenti all'interno dell'aria compressa.

In un singolo metro cubo di aria compressa può essere presente un quantitativo massimo di particelle a seconda delle dimensioni delle singole unità di polvere.

 

Acqua

L'aria compressa può contenere acqua allo stato liquido o gassoso. Le classi dalla 1 alla 6 richiedono un punto di rugiada in pressione specifico e non consentono la presenza di acqua allo stato liquido.

 

Olio

L'olio, inteso come idrocarburi, viene valutato in ogni sua forma: nello stato liquido, aerosol o vapore.

Come in riferimento ai parametri elencati in precedenza, in ogni metro cubo di aria compressa può essere presente un quantitativo massimo d'olio in qualsiasi stato.

 

 

Cosa significa "classe 0"

 

Occorre qualche specifica in mezzo alla "Classe 0", dal momento talvolta genera alcuni fraintendimenti: Classe 0 non significa zero contaminanti, richiede invece che sia l’utilizzatore che il produttore delle macchine concordino singolarmente il livello di contaminazione come documento scritto sulla qualità dell’aria, in base al alcune specifiche:

  • I livelli di contaminazione concordati devono essere misurabili con le apparecchiature e i metodi di prova previsti dalla ISO8573 parti 2-9.

  • La classe 0 concordata deve essere riportata in tutta la documentazione per essere conforme allo standard.

Alcuni produttori di compressori dichiarano che i propri compressori oil-free sono conformi alla classe 0.

Se il compressore è stato testato in atmosfera controllata la contaminazione rilevata in uscita sarà minima.

Nel momento in cui lo stesso compressore verrà installato in un tipico ambiente urbano o industriale, il livello di contaminazione dipenderà da quello presente sul lato aspirazione, invalidando in questo modo la classe 0.

Non solo: un compressore che produce aria in classe 0 richiederà il trattamento dell’aria sia in sala compressori che al punto di utilizzo.

 

Aria compressa per settori speciali

L'aria compressa per applicazioni critiche quali respirabile, medicale, alimentare, ecc. richiedono aria in classe 2.2.1 o 2.1.1

La classe di qualità dell'aria, secondo la normativa 8573-1, va sempre intesa al punto di misura/utilizzo.